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Videogames violenti e depressione, c'è il legame: a rischio la salute mentale dei più giovani?

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Non consiste soltanto nello stimolo all’aggressività il rischio che i videogames più violenti possano incidere negativamente sui comportamenti dei giovanissimi.

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Da una recente ricerca realizzata da studiosi di Texas, California, Georgia e Massachusetts sono venuti fuori dati allarmanti in merito alla connessione tra utilizzo prolungato delle console con giochi a contenuto cruento e l’emersione di sintomi depressivi tra i ragazzi oggetto dell’indagine.

Nessun legame stretto e matematico, ma un tutt’altro che irrilevante aumento delle possibilità di esposizione alle devianze caratteriali nelle nuove generazioni, complice un devastante “sfondamento” delle piattaforme multimediali nel mercato internazionale.

Le innovazioni tecnologiche, come è noto, orientano in modo determinante le condotte di giovani e non solo, contribuendo ad innalzare il tasso di individualismo, talvolta ai confini con l’alienazione, dei soggetti più esposti al rischio di condizionamento da parte di entità virtuali e “grandi fratelli” moderni.

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Giocatori e depressi rimangono due categorie ben distinte, da non sovrapporre superficialmente sulla base di una lettura frettolosa dei dati pubblicati dal Center of Health Promotion and Prevention Research della Texas University, dopo lo studio coordinato dalla professoressa Susan Tortolero.

Ciò che obbliga ad una attenta riflessione in tema di insorgenza di disturbi comportamentali nei minori è l’innalzamento del numero di studenti (la ricerca si è fondata su un campione di 5147 bambini di quinta elementare, ma anche di adulti tenuti alla loro cura) con devianze in presenza di una media di oltre 2 ore trascorse al pc o alla console in compagnia di giochi ad elevato tasso di violenza.

Prova “a contrario”, la percentuale decisamente inferiore di preadolescenti depressi nei gruppi meno condizionati dall’influenza di determinati videogames, al di là di ceto sociale, rapporti interfamiliari, sesso e altri fattori in qualche modo rilevanti per l’analisi delle dinamiche in questione.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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