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Riot: ecco il gioco italiano che fa riflettere

È possibile avere un’idea per un nuovo videogioco durante una manifestazione NO TAV? È quello che è accaduto al ventiseienne fiorentino Leonard Menchiari con il suo titolo tutto italiano, Riot, Rivolta.

Con una grafica e una musica che volutamente ricordano i giochi degli anni Ottanta, Riot è un progetto originale e davvero ben studiato. Si tratta di un simulatore di rivolta, liberamente ispirato alle manifestazioni degli Indignati dell’ottobre 2011 e quelle egiziane di Piazza Tahrir, in cui i giocatori possono mettersi nei panni di polizia o di manifestanti per rivivere tutte le emozioni degli eventi.

Per la raccolta dei fondi necessari per sviluppare questo Riot, Leonar Menchiari e il suo team si sono rivolti al sito Indiegogo e, a pochi giorni dalla fine della raccolta fondi, il tetto minimo di 15 mila dollari per la realizzazione del gioco è stato più che superato e si sta, addirittura, per raddoppiare. Non solo grazie alla possibilità di ottenere il titolo per iOS o Android versando i 5 dollari, o per PC e MAC, versandone 15 (addirittura chi sostiene il progetto con 500 dollari diventa un executive producer del titolo, con relativi crediti finali).

Questo denaro, però, non servirà solo per la realizzazione materiale del gioco, ma anche per i viaggi di documentazione: lo scopo di Riot, infatti, non è soltanto ludico, ma vuole sottolineare e far cercare di capire alle persone tutte le difficoltà che un essere umano può trovarsi di fronte in occasioni del genere, sia esso da una parte o dall’altra della barricata di una battaglia che, come lo stesso Leonard afferma, “non ha vinti né vincitori".

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