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Quando un videogioco può salvare una giovane vita

Con Internet non si scherza: si possono dire cose bellissime sulla rete, ma nei meandri di quest'ultima si annidano dei veri e propri mostri ed è sempre più frequente che i più piccoli si imbattano in essi.

Gli incontri virtuali a volte si trasformano in vere e proprie molestie sessuali e sempre più spesso le cronache ci restituiscono notizie molto negative, con arresti e vere bande criminali che fanno business con lo scambio di immagini pedopornografiche, protetti dall'anonimato della rete.

Se a peggiorare la situazione ci si mette anche lo scarso "parental control" di genitori sempre più distratti che non si preoccupano minimamente della navigazione dei loro figli, allora la situazione si può fare davvero allarmante: il 21,1% dei bambini tra i 7 e gli 11 anni naviga senza la presenza ed il controllo di un adulto. Percentuale che sfiora il 51% se si prende in considerazione la fascia d'età che va dai 12 ai 19 anni. Cifre che non lasciano presagire nulla di buono.

Per lanciare dei messaggi ai giovani è, quindi, necessario parlare il loro linguaggio e cosa c'è di meglio di un videogioco? Questa è stata l'idea di un team di criminologi, psicologi e formatori che insieme alla società C Cube hanno sviluppato "Il mondo di Loki", videogioco che è possibile scaricare gratuitamente da internet che insegnerà ai più piccoli a riconoscere i possibili approcci di malintenzionati.

Il videogioco si sviluppa in cinque habitat: casa, percorso verso la scuola, scuola, dopo scuola e ritorno a casa dove il bambino dovrà interagire con i personaggi e rispondere correttamente alle domande per guadagnare punti e superare i livelli: parlare con uno sconosciuto porterà alla perdita di punti, al contrario se si parla con un compagno di classe si conquistano.

A guidare il giocatore ci sarà l'elfo Loki (LOve KIds) che farà da Cicerone tra i livelli, spiegando ai ragazzi come giocare. "È importante che i genitori lascino giocare i bambini da soli senza influenzare le loro emozioni e le loro risposte - ha detto Vito Sugamele, psicologo, uno dei realizzatori del gioco e dell'intero progetto - li invitiamo però ad aiutarli nella fase di registrazione al gioco, a noi necessaria per catalogare i risultati in uno studio che presenteremo a maggio nell'ambito di un convegno internazionale che sancirà, fra l'altro, la creazione a Trani del primo polo d'eccellenza sulla ricerca di comportamenti disfunzionali dell'aggressore sessuale".

Un'iniziativa lodevole e utilissima: sono contento che venga riconosciuto ai videogiochi un valore non solo educativo, ma anche formativo e socialmente utile. Speriamo che "Il mondo di Loki" possa creare un connubio duraturo tra il mondo videoludico e le iniziative sociali: ne guadagnerebbero tutti, ed in questo caso, i bambini.

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