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Nintendo: Wii U in crisi, si rivolgerà a smartphone e terze parti?

Nintendo non sta passando un momento molto roseo: sono ormai lontani i successi di Wii e della sua console portatile, DS, e, le strategie non sempre comprensibili di Iwata e soci hanno portato la società a un ennesimo ribasso per le stime di vendita per questo anno fiscale.

Ma se, mentre 3DS e la nuova 2DS stanno, comunque, trainando l'azienda, ognuna con una sua propria fetta di pubblico, quello che maggiormente preoccupa è Wii U, non così apprezzata dai gamers mondiali che la stanno snobbando in favore delle next gen di Sony e Microsooft. Ed è così che le stime di vendita per la console da salotto sono scese a 2,8 milioni, partendo dai 9 iniziali, facendo così scendere le entrate e chiudendo in negativo: fattore che ha ovviamente scoraggiato gli investitori, tanto da far crollare in borsa il titolo dell'azienda, nella giornata di venerdì, di ben 17 punti percentuali.

Ma che cosa farà ora Iwata per migliorare le finanze e la reputazione della sua Nintendo? In conferenza stampa ha dichiarato che sta cercando di realizzare una nuova struttura, aprendosi anche alle piattaforme mobilisin ora così snobbate e tanto disprezzate. Ma basterà produrre giochi per iOS e Android?

Analisti, tra cui Michael Pachter, sostengono che big N dovrebbe darsi a titoli per terze parti, esportando i suoi brand, i suoi storici giochi, anche su Playstation e Xbox: una mossa che, però, ha anche i suoi lati negativi, che rischia di far diventare brand come Mario e Zelda omologati a molti atri titoli già visti, con una grafica potente e un gameplay che rischierebbero di rovinare tutta l'esperienza videoludica che ben conosciamo.

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