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Linux sulla PS3

Cosa c'entra il pinguino più famoso del web con la PS3? Semplice, la PlayStation di casa Sony non è solo una console, ma un vero concentrato di tecnologia che permetterebbe addirittura di utilizzarla come server. Già avete capito bene: con una cifra davvero modica (circa 600 euro) per un tale progetto e con il software adatto e gratuito, Yellow Dog 5.0, il linux della HELIOS Software (basato su Fedora Core 5 e equipaggiata con il desktop environment Enlightenment E17, scaricabile da qui), è possibile avere perfettamente funzionante un buon server, perchè no, anche per uso aziendale.

Dov'è il problema? La Sony perde una discreta cifra per ogni PS3 venduta: i suoi ricavi maggiori vengono dalla vendita dei giochi. Non è certo possibile quantificare quante ne vengano vendute per giocare e quante per essere usate per scopi server e quindi non è stimabile la perdita di denaro complessiva.  Certo che un produttore di videogiochi tiene in considerazione questo aspetto quando deve investire budget milionari per un prodotto che non ha un bacino di utenza definito. Potrebbe essere davvero una gatta da pelare per la Sony, che forse non aveva previsto questo risvolto in fase di costruzione.

Ma è giusto fare alcune osservazioni: l'hard disk da 60 Gb potrebbe essere insufficiente per un server e Linux gira anche su pc di fascia bassissima dal costo irrisorio, con difficoltà di configurazione minori rispetto alla PS3. Considerando anche che, di solito,  molte aziende noleggiano i server, per una questione di svalutazione del capitale sociale, non dovrebbe essere questa la noia principale per il colosso giapponese. Ma la falla c'è, non si può negare, piccola (quante persone sanno che la PS3 può essere usata così?), ma c'è.

E sono sicuro che alla Sony avrebbero voluto risparmiarsela volentieri con i tempi non proprio favorevolissimi che corrono.

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