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L'industria videoludica lancia l'attacco alla pirateria

La crociata anti pirateria sembra sia giunta ad una svolta: Atari, TopWare Interactive, Reality Pump, Techland e Codemasters hanno deciso di rivolgersi direttamente agli utenti inglesi sorpresi nel download illegale di titoli videoludici, chiedendo un risarcimento tramite missiva.

La cifra chiesta, per evitare beghe giudiziarie, è di 300 sterline (circa 376€): per ora il provvedimento riguarda oltre 5.000 persone identificate, ma le software house sono in attesa di oltre 20.000 nominativi dagli ISP. Gli utenti che hanno rifiutato il "compromesso" sono 500 e verranno denunciati e citati in tribunale.

L'industria videoludica ha deciso di dare un segnale forte anche ad altre organizzazioni che si battono per contrastare il fenomeno del download illegale che non sono riuscite ad arginare il fenomeno e che non hanno adottato misure adeguate: basti pensare all'industria musicale inglese che in oltre 10 anni ha perseguito solo 150 persone.

Come reagirà il p2p a questa ennesima "mazzata"? Possiamo solo aspettare ed osservare gli sviluppi di una faccenda che potrebbe cambiare il futuro prossimo dei file sharer di mezzo mondo.

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