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Dragon Age: Inquisition in anteprima il 13 novembre, nei negozi dal 18

  • Dragon Age: Inquisition

L'universo dei giochi di ruolo fantasy si prepara ad una nuova uscita, una di quelle capace di attrarre l'attenzione di tutti i fan del genere. L'attesa è già molta e l'arrivo nei negozi di videogiochi di Dragon Age: Inquisition prevista per il 18 novembre sembra ora accorciarsi. La BioWare, infatti, ha deciso di dare a tutti gli abbonati al servizio EA Access, a partire da giovedì 13 novembre, la possibilità di provare gratuitamente circa 6 ore di gioco durante le quali potranno creare il proprio eroe, la propria organizzazione e muovere i primi passi nel mondo di Thedas esplorandolo e sconfiggendo i nemici sia in real-time che in modalità combattimento tattico. Ovviamente, tutti i progressi saranno poi trasferibili all'interno del gioco completo al momento dell'acquisto della versione ufficiale per Xbox 360, Xbox One, PlayStation 3, PlayStation 4, o PC. Il tutto mentre il mercato ha appena visto l'uscita di Call of Duty: Advanced Warfare (già primo nelle classifiche di vendite UK), si prepara per l'arrivo di Assassin's Creed Unity (da domani negli USA) oltre ad attendere con curiosità il nuovo Far Cry 4.

Ambientato nella terra di Thedas dove guerre, trame e lotte politiche hanno reso i gruppi di potere nel mondo di Dragon Age incapaci di operare in modo efficiente, il giocatore prenderà la guida delle forze dell'Inquisizione, organizzazione nata per contrastare il male e la corruzione. In tale contesto l'evento traumatico sarà un cataclisma, l'apertura di un buco nel cielo dal quale draghi e creature demoniache si riverseranno nella realtà di Dragon Age. A questo punto spetterà ai giocatori, esplorare, combattere, ricacciare indietro la minaccia e consolidare il potere dell'organizzazione. Il tutto in un'avventura totalmente soggettiva fatta di ambienti ampi e vari, di armature ed equipaggiamenti personalizzabili nella quale torna la possibilità di scegliere la razza del proprio personaggio.

Proprio su questo punto sta uno degli elementi di rottura con il secondo capitolo di Dragon Age. In quel caso, infatti, i giocatori si erano visti "costretti" ad interpretare Hawke, un umano diventato il Campione di Kirkwall e direttamente coinvolto in eventi che hanno scosso tutto il Thedas. La nuova esperienza, invece, è stata sviluppata con un nuovo motore di gioco e con la volontà di inserire le esperienze di gioco passate dei giocatori all'interno di una storia incorniciata in un nuovo mondo tutto da esplorare. L'idea di tornare a guidare un gruppo, di dover gestire i differenti caratteri dei personaggi e utilizzare i talenti e le abilità dei singoli ha ovviamente creato aspettative piuttosto alte nei fan del gioco di ruolo. Anche grazie a questi aspetti il terzo episodio promette bene, ma dovrà dimostrare di essere all'altezza del primo Dragon Age: Origins che, al momento della sua uscita nel 2009, rappresentò un successo assoluto per la BioWare che guadagnò in quell'occasione il ruolo di leader nel settore degli RPG.

Alla stessa maniera, il successivo Dragon Age II fu accolto in modo positivo, tuttavia, seppur piacevole, non fu in grado di destare quella sensazione di stupore e meraviglia propria del primo episodio. Così, alla lunga non riuscì a restare al passo con le grandi aspettative create dal predecessore. Allo stesso modo, solo il tempo potrà dirci come valutare il nuovo Dragon Age.

Sicuramente Inquisition sarà un gioco molto diverso nel quale il multiplayer ha un peso, un'esperienza che avvicina molto quella analogica di Dungeons and Dragons, della matita e della scheda del personaggio. Per lungo tempo è stata un'esperienza da giocatore singolo sul computer, ma proprio sul modello del primo Baldur's Gate vuole tornare ad avere una dimensione multiplayer nella gestione del gruppo attraverso la storia. Così, proprio da questa idea di gruppo da gestire e da comandare (da molti fan a lungo rimpianto) riparte Dragon Age: Inquisition. Il tentativo sembra essere proprio quello di restituire all'avventura un'atmosfera che trovi in esperienza di gioco passato il suo valore aggiunto.

Guarda il video trailer di Dragon Age: Inquisition

Il tutto in uno scenario dei giochi di ruolo che, con il successo spaventoso (più di 20 milioni di copie vendute) di Bethesda's Elder Scrolls V: Skyrim, ha visto un cambiamento. Ad oggi le aspettative dei giocatori stanno mutando o lo hanno già fatto: si ha meno tempo per giocare, dunque si cerca qualcosa di più profondo nell'esperienza di gioco, qualcosa che, se non a candele, schermo del dungeon master e dadi, sia comunque qualcosa di più profondo.

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