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Assassin's Creed come Doctor Who ma non sarà mai solo al presente

Con Black Flag abbiamo iniziato a vivere una nuova saga dedicata ad Assassin's Creed, un nuovo ciclo vitale che, però, non potrà mai essere ambientato solo ai tempi moderni: la serie degli assassini è, infatti, un po' come Doctor Who, ci permette di viaggiare e vivere in diverse epoche storiche, con qualche riferimento al presente, e proprio questa è la sua forza.

Con Connor si era conclusa il primo ciclo della storia: la morte di Desmond, infatti, ci ha portato direttamente nella nuova versione delle Abstergo Industries, facendoci iniziare una nuova saga che non sarà infinita e nemmeno l'ultima. Già da tempo Ubisoft aveva, infatti, deciso di porre fine al primo filo che ci legava all'Animus, per poi intraprendere con un qualcosa di nuovo concretizzatosi con la storia di Edward Kenway.

Una nuova saga che, però, anche lei terminerà: non con il quinto episodio, né con il sesto, ma un giorno avrà anche lei fine e, quindi? Che cosa succederà? Semplicemente darà vita a delle nuove avventure, un ennesimo ciclo: Ubisoft, infatti, ha tutte le intenzioni di non porre la parola “fine” al suo fortunato brand. Tante le possibilità, tante le epoche da esplorare, ma mai si procederà a un titolo esclusivamente ambientato ai giorni nostri: è lo stesso team di sviluppo a paragonare il suo AC a Doctor Who, spiegando come il credo abbia il compito di riportare in vita un determinato periodo storico, che proprio questa sia la sua peculiarità e la sua forza, il poter saltare avanti e indietro nei secoli, proprio come il dottore e il suo Tardis.

Insomma, sembra proprio che Ubisoft abbia intenzione di farci giocare ad Assassin's Creed ancora per molti anni, nella speranza che il brand non diventi banale e scontato e che rimanga agli splendori vissuti con Altair e, sopratutto, Ezio.

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